Oltre la muraglia

Un viaggio in Cina.

Purtroppo non si tratta di un viaggio che ho compiuto in prima persona ma di un libro che ho letto in questi giorni e che racconta diversi mesi di viaggio attraverso tutta la Cina compiuti da Colin Thubron. Una lettura che ha aumentato il mio già forte, e per molti miei amici inspiegabile, desiderio di visitare questo lontano Paese.

Titolo originale: Behind the Wall

 

Anno: 1987

Autore: Colin Thubron

Traduzione di Nicoletta Vallorani

Editore: Ponte alle Grazie (2001) www.ponteallegrazie.it

ISBN 88-7928-545-9

 

 

Di Colin Thubron mi era capitato di leggere, per caso devo dire, “In Siberia”, un libro in cui racconta di un suo viaggio attraverso la Siberia, appunto. Di quel suo libro mi aveva particolarmente colpito il suo coraggio (o impudenza?) nel voler raggiungere i luoghi più remoti e pericolosi. Luoghi che però si rivelavano essere abitati da gente (perlopiù povera) cordiale e disponibile a dividere quel poco che disponeva. Un libro che oltre a raccontare un’esperienza di viaggio, raccontava lo stato di un popolo, di come questo (soprav)viveva dopo anni di comunismo e politiche discutibili.

Quando ho visto questo suo libro sulla Cina, non ho saputo resistere. Lo scenario è pressoché identico a quello visto in Siberia: un viaggio attraverso uno Stato da poco accessibile, in cui centinaia di milioni di persone vivono in condizioni di estrema povertà. Il libro, in certe pagine, è veramente crudo e descrive situazioni a dir poco raccapriccianti. Certo però fa anche riflettere sulla capacità degli esseri umani di adattamento, di sopportazione ma anche di quanto le persone sono in grado di fare del male ad altre persone. Sono rimasto a dir poco sconcertato della “Rivoluzione Culturale”, periodo nerissimo della Cina di Mao che non conoscevo quasi per nulla.

Devo dire di ammirare l’autore per la sua forza d’animo nel viaggiare attraverso gran parte della Cina in condizioni uguali (o perlomeno simili) a quelle di un comunissimo cinese. Colpiscono in particolar modo i viaggi in treno, seduto per terra, letteralmente schiacciato fra molti altri passeggeri, gli hotel o le pensioni di infima categoria, dove i servizi consistevano in latrine all’aperto. L’autore ha vissuto in queste condizioni fin dalla sua partenza da Pechino nell’autunno del 1987 al suo arrivo in pieno inverno a Jiayuguan, passando per Nanchino, Shangai, Hong Kong, Canton, Shaoshan (dove racconta di aver dormito nello stesso letto di Mao), Guilin, Kunming, Jinghong, Shaolin (dove ha visitato il monastero dei monaci lottatori), Xian (l’antica capitale), Xining e molte altre tappe intermedie.

Sono molti gli episodi descritti che rimangono a mente. In particolare mi ha colpito il mercato di Canton, dove veniva venduto veramente tutto quanto fosse commestibile, e i ristoranti, sempre di Canton, dove servivano gatti, cani, serpenti, uccelli e molti altri animali che non mi sognerei mai di mangiare (ma quanti pensano lo stesso di noi che mangiamo agnelli, conigli, maiali e vacche?). Mi ha sorpreso (ma non più di tanto) leggere di come la maggior parte dei cinesi non avesse mai visto un occidentale e di come conoscessero solamente l’America.

 

Sicuramente la Cina da allora è cambiata molto, anzi moltissimo. Ma quante saranno le persone che vivono ancora nelle stesse identiche condizioni? Sarà veramente migliorato il tenore di vita di tutti o solamente di pochi fortunati. Nel 2008 Pechino sarà sede delle Olimpiadi, certo questa è una dimostrazione di come i tempi dell’isolazionismo siano finiti (credo…).

 

Non è certamente un viaggio alla mia portata (non credo avrei la stessa forza d’animo), ma devo dire che invidio l’esperienza vissuta dall’autore, i luoghi da lui visitati e le persone che ha conosciuto. Tutto questo accresce il mio desiderio di andare in Cina ma, ahime, credo proprio si tratterà di un tristissimo viaggio organizzato, di quelli che tanto infastidiscono Colin Thubron :-(